giovedì 29 aprile 2010
Giovedì, sulla strada.
Aprile 1971, i Doors pubblicano il loro ultimo disco prima della morte, avvenuta nel mese di luglio 1971, di Jim Morrison.
Il disco si intitola L.A. Woman e, a mio parere, contiene una delle più belle canzoni del gruppo: Riders on the storm, il cui testo fa riflettere sul significato dell'esistenza, sul perché si viene al mondo, sul perché si nasce con determinate predisposizioni.
In questi ultimi giorni ero a Parigi per lavoro e, come ogni volta che vengono in questa splendida città sin da quando avevo 15 anni, mi reco al cimitero di Père Lachaise e, tra gli altri, visito la tomba di Morrison.
Non nutro una particolare venerazione per Jim Morrison, ma sono sempre stato "attratto" dalla sua storia.
Così come non ho mai apprezzato molto i suoi eccessi, ma la sua musica mi ha sempre fatto riflettere, nel bene o nel male.
Però, oltre a conoscere la musica dei Doors, leggendo, sempre in giovanissima età, la storia di Morrison e dei Doors conobbi uno dei libri che è tutt'oggi tra i miei preferiti di sempre: On the road di Kerouak.
E di questo devo sicuramente essergli grato.
"Voglio sposare una ragazza "dissi loro" in modo da poter riposare la mia anima insieme con lei finché entrambi non diventeremo vecchi. Non si può andare avanti continuamente...tutta questa frenesia e questo saltar qua e là. Dobbiamo arrivare in qualche punto, trovare qualcosa"
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4 commenti:
Quoto Jack.
I Doors li quoto fino a che non arriva l'assolo di organo da 20 minuti, poi premo SKIP. :)
nooo :)
io skipperei il resto piuttosto! :)
You know that it would be untrue
You know that I would be a liar, se non ti dicessi che il mio primo pensiero leggendo il post è stato "che invidia, anch'io voglio andare a Parigi per lavoro (o anche per vacanza...)!". Poi ho premuto play e ho ascoltato la bellissima Riders on The Storm. Bacio!
sicuramente meglio andarci in vacanza :) cmq, ci vado volentieri anche per lavoro :)
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